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Questa pagina web è l'occasione perché ciascuno possa comunicare le proprie opinioni o riflessioni a proposito di qualcosa che gli sta particolarmente a cuore.
Abbiamo cercato di conferire una struttura che fosse il più semplice possibile. Cliccando sopra al tasto "scrivi il tuo messaggio" si aprirà una finestra che permetterà di far arrivare qui la propria comunicazione.
Verrà richiesto, prima del testo vero e proprio, il nome di chi ne è l'autore e un titolo che identifichi brevemente il tema trattato.
Si possono fare interventi su argomenti di interesse personale oppure rispondere ad alcune provocazioni che verranno lanciate in questo spazio.
Quando le tematiche di intervento saranno più d'una, si potrà accedere direttamente al gruppo interessato cliccando sul titolo di riferimento.
Desideriamo fortemente che il nostro sito diventi un momento di scambio e di incontro di esperienze che possano contribuire alla crescita collettiva e personale. |
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02.11.2007 - 10:28 |
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Massimo Tomassini |
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Tempi difficili.
Gli eventi sembrano precipitare e la diffidenza aumenta sempre più.
A tutti coloro che sentono un forte "prurito" alle mani, e che hanno sempre più pressante la tentazione di distinguere le persone non già sulla base di quello che fanno, bensì su quello che sono, ricordo le parole che Erri De Luca dedicava a Gesù Cristo in conclusione del suo racconto "venne senza visto":
"Sudò sangue, morì con tutto il corpo resistendo alla morte con nervi, fiato, febbre, piaghe, mosche intorno all'agonia. resuscitò per intero, carne, ossa, e promessa di essere solo il primo dei destinati alla resurrezione.
Nascesse oggi, sarebbe in una barca di immigrati, gettato a mare insieme alla madre in vista delle coste di Puglia o di Calabria.
Forse continua a nascere così, senza sopravvivere, e il venticinque dicembre è solo il più celebre dei suoi compleanni.
Dopo di lui il tempo si è ridotto a un frattempo, a una parentesi di veglia tra la sua morte e la sua rivenuta.
Dopo di lui nessuno è residente, ma tutti ospiti in attesa di un visto.
Siamo noi, pasciuti d'occidente, la colonna di stranieri in fila fuori all'ultimo sportello".
Buona giornata a tutti,
Massimo Tomassini
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30.09.2007 - 15:00 |
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Comunità di via gaggio |
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Lettera aperta a Pietro Riva
Sindaco di Oggiono (LC)
30 settembre 2007
Caro Pietro,
ti scriviamo per ringraziarti per quanto hai vissuto come sindaco della città di Oggiono di fronte alla domanda dei fedeli musulmani di poter utilizzare uno spazio pubblico per la loro preghiera. Hai fatto una scelta politica, cioè di costruzione di cittadinanza non basata sulle appartenenze ma sulle competenze di umanità.
Hai anche indicato che è fondamentale per una società che ci siano uomini che si raccolgano a vivere esperienze di spiritualità, unico cammino verso la giustizia e la pace.
Nella tua città hai aiutato a declinare due termini:politica e spiritualità, ambedue essenziali per l’oggi e spesso carenti nelle nostre vite.
Come comunità di via gaggio accogliamo ogni giorno adolescenti e adulti provenienti da molte parti del mondo e molti di loro sono musulmani, per crescere in rapporti di cittadinanza e di pace.
Tutte le settimane, durante questo tempo sacro del Ramadan, si riuniscono, accolti nelle nostra casa sul pozzo, donne e uomini musulmani per dialogare, consumare qualcosa, scambiarsi pensieri e sguardi; spesso ci sono anche i bambini.
Crediamo di vivere anche noi un pezzettino di Vangelo, quel tanto che siamo in grado di masticare, e di vivere nel nome del Vangelo rispetto e accoglienza per tutti.
A volte ci sentiamo, come tu, un po’ soli rispetto al grido scomposto di concittadini e al silenzio (assenso ?) di molti altri e ci interroghiamo se la grande spinta generata dal Concilio Vaticano II, che tanto ci aveva affascinato negli anni progettuali, oggi rischi di essere archiviata.
Per questo ti diciamo che ti siamo vicini; ti chiediamo di re-esistere; ma diciamo anche ai nostri concittadini di pensare bene alle cose che dicono in nome dell’esperienza cristiana; questa non è un potere o un privilegio di nessuno, nemmeno degli uomini di chiesa, ma solo un servizio alla verità.
C’è una domanda del Cardinale Martini che ha messo in moto le energie di cui disponiamo. Martini dice che la sfida più urgente della nostra civiltà è imparare a convivere come diversi pur condividendo lo stesso territorio geografico e sociale e imparare a convivere senza distruggerci (pulizia etnica e tutte le forme affini), senza ghettizzarci (è l’apartheid e le forme più blande dello stesso atteggiamento) , senza disprezzarci, o guardarci in cagnesco e neanche senza solo tollerarci (la tolleranza certo è una cosa bella, è una bella invenzione moderna); ma dobbiamo fare di più: vivificandoci e fermentandoci a vicenda, anche senza parlare di evangelizzazione o conversione, così che ognuno sia aiutato a rispondere di fronte a Dio della propria chiamata; sia musulmano, sia hindù, sia cristiano cattolico, protestante, ortodosso. Rispondere di fronte a Dio, alla propria chiamata. . Questo è molto difficile; forse è il problema principale della società di oggi e di domani.
Sentici sulla strada con te. Con stima e affetto.
La comunità di via gaggio
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28.09.2007 - 15:00 |
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Pietro Riva - Sindaco di Oggiono |
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Lettera aperta del sindaco Pietro Riva ai suoi concittadini
Cari concittadini,
chiedo qualche minuto del vostro tempo per chiarire i fatti di questi giorni e per esprimere alcune considerazioni sulla spinosa vicenda dell’utilizzo della sala civica del Comune di Oggiono da parte della comunità islamica.
1. La sala civica è stata concessa, a pagamento per due ore al giorno fino al 12 ottobre p.v., perché un regolamento approvato dal Consiglio Comunale lo consente. Il Comune non poteva legittimamente rifiutarne la concessione. Se il regolamento non è adeguato tutti i Consiglieri Comunali, compreso quelli della Lega, possono proporre modifiche.
2. Sulle presunte azioni di occultamento e di disprezzo nei confronti delle immagini e dei simboli della sala civica posso assolutamente affermare che né la bandiera, né l’immagine del Presidente della Repubblica, né il Crocifisso, né alcun altro simbolo hanno subito alterazioni da parte di alcuno. Prima della concessione della sala civica, alla presenza del Segretario Comunale e di un funzionario mi sono personalmente preoccupato di impartire disposizioni al responsabile della comunità islamica prescrivendo che non fosse tolto il crocifisso e venissero ben conservati tutti gli altri simboli. Gli unici documenti a me disponibili della sala comunale durante la preghiera –documenti al di sopra di ogni sospetto – sono le immagini trasmesse domenica 23 Settembre u.s. dal TG1 della Rai. In esse si vedono distintamente le persone che pregano, il crocifisso e tutti gli altri simboli della sala civica al loro posto. Non è dunque possibile affermare che la sala civica sia stata trasformata in moschea: non ho davvero notizia che ci sia al mondo una moschea con il crocifisso!
Quella che tutti gli italiani hanno visto è dunque la sala civica del Comune di Oggiono, completa dei suoi normali simboli, con la presenza della comunità islamica in preghiera.
La sala civica ha dunque reso effettivo per queste persone, seppure in modo occasionale e precario, il diritto costituzionalmente garantito di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne il culto.
3. Dopo le polemiche e la gazzarra dei leghisti, quasi totalmente venuti da fuori, il Sindaco e i suoi concittadini dovranno seriamente riflettere sul vero problema dimenticato in questi giorni e cioè: che rapporti vogliamo instaurare con questi stranieri stabilmente residenti, che lavorano e che chiedono una vita sociale e religiosa più attiva?
Il messaggio della Lega è chiaro: nessuna concessione ma esclusione sociale e aperto conflitto.
Non concordo con questa posizione, anzi, sono personalmente convinto che il dialogo sia la strada da perseguire, perché consente di sviluppare la convivenza pacifica e di fare crescere anche all’interno del mondo islamico le realtà moderate a scapito di quelle radicali.
Questa è anche la strada indicata con grande lungimiranza, già nel 1965, dal Concilio Vaticano II e nella quale mi riconosco totalmente:
“Se nel corso dei secoli non pochi dissensi e inimicizie sono sorti tra i cristiani e i musulmani, il sacrosanto Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e ad esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e a promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà” (Nostra aetate n. 3).
Con questo spirito il 7 Ottobre p.v. insieme ad altri oggionesi parteciperò alla marcia della pace di Assisi e pregherò l’unico Dio di tutti gli uomini perché gli obiettivi esigenti che il Concilio Vaticano II ci propone possano diventare realtà nel nostro Comune.
Un cordiale saluto.
Pietro Riva
Sindaco di Oggiono |
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