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TemiLa multiculturalitàLa politica
 
   
22.02.2008 - 12:37
  Paolo Autelitano  
   
 

Paolo Autelitano. Sono nato a Bergamo nell’agosto 1963.
Risiedo a Calolziocorte, sono diplomato al Liceo scientifico, iscritto all’Albo nazionale dei giornalisti pubblicisti della Lombardia dal 1988. Lavoro a Bergamo come impiegato poligrafico nel Settore quotidiani (Area prestampa de L’Eco di Bergamo); sono delegato sindacale della Fistel Cisl e componente del Direttivo territoriale provinciale di categoria (ora dimissionario), della rappresentanza sindacale unitaria Rsu e già rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls).
Nel sociale ho fatto parte e ancora sostengo col mio impegno associazioni o iniziative di volontariato: inizialmente in ambito sportivo-educativo e oratoriano; quindi promuovendo la cultura; il dialogo ecumenico e interreligioso; la solidarietà.

_________________________

Dopo il saluto e i ringraziamenti, mi presento.

«IO SONO LE MIE SCELTE!»
(J.P. Sartre)
e allo stesso modo, con lo stesso spirito vorrei che Calolziocorte si sviluppasse e vivesse, che i concittadini crescessero secondo le proprie scelte. Condivise; partecipate; maturate nel confronto del dialogo e della collaborazione più ampi. Ascoltando e comprendendo tutti.

Quindi mi propongo ripromettendomi di dare voce, essere espressione (il più possibile fedele) delle scelte dei concittadini di Calolziocorte. Mi metto a disposizione per realizzare quanto necessario alla nostra cittadina perché non sia solo «un insieme di case», strade, strutture (ciò che pure richiede attenzione programmatica e l’impegno amministrativo), ma una comunità di persone, una convivenza di abitanti e soggetti che in città studiano, lavorano, o sono anche solo di passaggio. Un insieme di relazioni.

Ho ricevuto molto dalla mia città, in questo senso, e davvero molto mi hanno arricchito le esperienze associative, le relazioni con molte persone ai vari livelli e nelle molteplici realtà del volontariato alle quali sono stato onorato (e per le quali mi sento edificato) di portare il mio contributo. Ritengo sia ora il momento di restituire qualcosa, tentare almeno, tutto quanto mi sarà possibile e nel ruolo che gli elettori mi indicheranno, alla mia comunità, a Calolziocorte.
Per questo ho accettato la proposta di candidarmi alla carica istituzionale di sindaco, pur avendo semplicemente, in un primo momento, messo a disposizione il mio impegno a supporto di un progetto politico-amministrativo che vedo interpretato oggi dal Partito democratico e a livello locale dalla lista civica «Uniti per Calolziocorte». Ho raccolto l’invito di chi mi ha stimolato a riflettere e a «intuire» quando giunge il «momento di spiegare le vele» e prendere il largo, ovvero assumersi l’impegno e la responsabilità personale rispetto alla collettività. Partendo con la preoccupazione di fare tutto il possibile, impiegando la massima disponibilità e il più ampio coinvolgimento, ma anche con la serenità e la libertà d’animo per fare bene, rivolti a obiettivi esclusivamente nell’interesse pubblico. Sapendo che non è garantito il risultato, ma che non è rinviabile né delegabile l’impegno a preparare il terreno e a seminare, se nel futuro si vuol porre responsabilmente la fiducia.

E il risultato che vorrei custodire nel cuore è dare «un’anima» a quello che è il «corpo» del programma, che possa crescere e camminare con la sociatà civile, nel suo sviluppo, dentro una rete di relazioni e collaborazioni.

Mi propongo quindi a disposizione per realizzare un programma, ma soprattutto e prima di tutto, per esprimere in che modo e con quali attenzioni realizzare l’azione amministrativa, trattando la cosa pubblica, rivolti al bene comune. Non già un elenco di «progetti» e propositi programmatici, ma esprimendo un pensiero e un’azione che coinvolga la cittadinanza, ne sia sostenuta e alla quale si rivolga per gli auspicati benefici.

So bene che è difficile, che occorrono competenze, capacità, tempo per confronti e verifiche: ma certamente è doveroso credere che una buona amministrazione è possibile (anzi: è assolutamente doveroso verso il cittadino), pur dovendo superare resistenze, ostilità, contrarietà che mi auguro siano sempre e soltanto sulle questioni concrete, non siano scelte amministrative condizionate e sacrificate da schieramenti idealizzati politicamente ma siano, come ritengo essere corretto, scelte amministrative ispirate, orientate e supportate dall’ideale politico intendendo la politica come il momento alto dell’analisi, del confronto, della proposta. Ma perché non essere ottimisti?

«L’essenza dell’ottimismo non è soltanto guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di sperare quando gli altri si rassegnano, la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, il futuro lo rivendica a sé».
(D. Bonhoeffer)

Ho citato e mi sostengo molto sul pensiero di altri, più che parlare di me, ma in tal senso vorrei che il mio pensiero fosse sintesi del pensiero dei miei concittadini, che le scelte fossero sempre orientate secondo le scelte dei calolziesi, il più possibile. Vorrei fare la mia parte perché Calolziocorte sia animata dalle proprie scelte.
[Calolziocorte sia le proprie scelte!]

Ringraziando, concludo con «'due' poesie»; la prima collegandomi all’invito a sciogliere le vele e iniziare un viaggio. [ne tralascio alcune parti e non arrivo alla fine, non perché non conti ma perché l’importante è iniziare, partire, scegliere il giusto percorso e fare il necessario, senza badare solo ai risultati e anche perché il corso delle storie, il futuro, lo possiamo guidare insieme]. Una poesia a me cara, Itaca.
[Itaca, la Politica, ma anche il Bene comune]

ITACA - Se per Itaca volgi il tuo viaggio / fa’ voti che ti sia lunga la via / e colma di vicende e conoscenze. / Non temere (…): mai / troverai tali mostri sulla via, / se resta alto il tuo pensiero e squisita / è l’emozione che ti tocca il cuore / e il corpo. Né Lestrigoni o Ciclopi / né Poseidone asprigno incontrerai, / se non li rechi dentro, nel tuo cuore, / se non li drizza il cuore davanti a te. / (…) Fa’ voti che ti sia lunga la via / Fa’ scalo negli empori dei fenici / per acquistare bella mercanzia / … Recati in molte città dell’Egitto / a imparare dai sapienti. / Itaca tieni sempre nella mente. Itaca… [ricco di quanto guadagnasti in via, / senza aspettare che ti dia ricchezze. / E se la ritrovi povera, Itaca non ti ha illuso. / Reduce così saggio, così esperto, / avrai capito che vuol dire Itaca».]
(Konstantinos P. Kavafis [1911])

E infine una «'seconda' poesia», ma che non è ancora scritta: la «poesia» che vorrei scrivere, insieme, in questi anni che abbiamo davanti, con i concittadini di Calolziocorte.
Paolo Autelitano

ITACA
Di Konstantinos P. Kavafis [1911]
Se per Itaca volgi il tuo viaggio
fa’ voti che ti sia lunga la via
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Poseidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta alto il tuo pensiero e squisita
è l'emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrigoni o Ciclopi
né Poseidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore davanti a te.

Fa’ voti che ti sia lunga la via
E siano tanti i mattini d'estate
che ti vedano entrare in porti
sconosciuti prima
Fa’ scalo negli empori dei fenici
per acquistare bella mercanzia
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi di ogni sorta.
Recati in molte città dell'Egitto
a imparare dai sapienti.

Itaca tiene sempre nella mente.
La tua sorte ti segnerà l'approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all'isola,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.

Itaca ti ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti in più.

E se la ritrovi povera, Itaca non ti ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire Itaca.
 
08.10.2007 - 10:56
  Alessandro Monicelli  
   
 
Caro Massimo, ti ringrazio della tua lettera che mi trasmette una volontà di speranza che in questo momento a me manca. Ho ricevuto anche i tuoi messaggini d invito al voto.... Non so ancora cosa farò.... Per la prima volta in vita mia, io che ho sempre creduto all'impegno, sono tentato di lasciar perdere.
Sono sempre stato in trincea come tu sai, con entusiasmo e con quell'insieme di utopia e di realismo che è necessario avere perchè non si finisca con il gestire solo l'esistente, ma si innesti un processo di trasformazione e di progresso. Il partito nuovo per una politica nuova c'era già nel ' 95 quando i partiti, reduci da tangentopoli, erano in un canto e la società civile si è fatta carico di un lavoro che aveva ridato speranza (pensa alle attese che si era creato con le amministrazioni delle grandi città come dei piccoli paesi...), ma fu una stagione durata poco: i partiti si rifecero forti e per tantissime persone come me non vi fu più posto. Tornarono le logiche di potere, di occupazione, di spartizione, di collusioni, il basso profilo ideale che hanno prodotto non solo il distacco di tanti (troppi), ma soprattutto contribuito a quel disgregamento di valori sociali che oggi creano rigetto e qualunquismo.
Apprezzo il tuo impegno, ma temo molto che proprio persone come te (e come me a suo tempo) siano usate, nei momenti difficili e di passaggio, come specchietto per le allodole dai soliti noti che oltre a non sentire alcuna responsabilità di quanto accade, hanno anche l'arroganza di pretendere di essere considerati il "nuovo". Come ci si può fidare di prodotti doc di questa politica che oggi fanno mostra di essere contro la partitocrazia (ho assistito a filippiche "amene" di Burchiellaro, a svolazzi sul "jambori" di Zaniboni...), ma intanto continuano imperterriti all'occupazione di ogni potere gestito in modo padronale, personale e personalistico.
Si può affidare non dico un sogno, ma una piccola speranza di cambiamento a dirigenti ds che da anni tengono in scacco l'amministrazione di Mantova e che ritrovo in lista. Nessuno si sente ovviamente "casta", ma purtroppo nessuno si sente nemmeno "responsabile"! Sembra che ognuno di loro venga da un altro pianeta e questa situazione di oggi non sia colpa di nessuno. Dimmi, a livello nazionale e locale, se qualcuno ha chiesto "scusate!", se si è fatto da parte...
L'esperienza di "rete democratica" con la quale i soliti addetti al potere si sono coperti il culo facendola passare per espressione della società civile, mentre non è altro che l'altra faccia della medaglia della loro politica, è sintomatica del pantano nel quale credo, più ancora a livello locale che nazionale, stanno sguazzando, fra vecchie correnti e scontri personali, interessi e carriere.
Ti dico quasi con brutalità che non credo alla buona fede di molti, di troppi che si stanno imbellettando con parole nuove atte solo a coprire i consueti giochi di potere e di interesse.
Mi auguro di sbagliarmi e ti auguro buona fortuna.

Alessandro Monicelli
 
02.10.2007 - 00:00
  Paolo Danuvola  
   
 

Care amiche, cari amici,
inoltro il nuovo numero de IL SICOMORO.
Vi si parla di primarie del Partito Democratico. Un appuntamento che ci interroga , e infatti diversi fra i promotori del Sicomoro vi sono impegnati. Un appuntamento importante che ci incuriosisce nei suoi possibili sviluppi. L’interrogativo ricorrente è ‘dove andranno le identità con l’ampliarsi dei contenitori’ , e questo per molti di noi significa chiedersi oggi quale lo spazio dell’ispirazione cristiana nel partito nuovo. APRIAMO AL RIGUARDO UNO SPAZIO DI DISCUSSIONE ( testi brevi, NON più di 1000 battute da inviare all’amico che ha inoltrato o al sottoscritto).
Credo sia utile diffondere il numero entro pochi giorni - tramite l’inoltro alla propria mailing-list -cercando di farci conoscere anche al di fuori dello stretto giro culturale e politico.
In bocca al lupo a quanti sono in gara , e sono tanti.
Cordialmente.
paolo.danuvola@alice.it
 
28.09.2007 - 12:28
  Rita  
   
 
Ciao Massimo,

no che non disturbi, ci mancherebbe..... !
Condivido molte delle tue osservazioni, praticamente tutte, e non potrebbe essere che così: chi ha fatto e fa lavoro nel sociale ha un "sentire comune" indipendentemente dalle scelte politiche.

Personalmente, anche se non faccio politica da quando ero adolescente - e di tempo ne è passato - ho scelto di sostenere e dare una mano a Rosy Bindi, perchè:

- è una donna, e per me è un fattore di coerenza sostenere una donna in una "competizione politica" italiana dove ben poche trovano spazi autorevoli
- è una donna di cui apprezzo le idee (anche se non proprio tutte.....), nonchè la storia e la passione politica .

Non sono candidata, nonostante le richieste varie, per "incompatibilità" con il mio ruolo sindacale, ma , appunto, do una mano "dietro le quinte" e negli spazi di tempo, (non molti, direi) che la mia attività consente.
In ogni caso, come te sono impegnata affinchè in molti vengano a votare il 14 , sperando che questo processo del PD dia voce ai molti che guardano alla politica, da lontano, ma con interesse e speranza di cambiamento ....

Con affetto , e auguri !

Rita


P.S.: colgo l'occasione per chiedere a tutti di prestare attenzione alle iniziative di solidarietà nei confronti della Birmania che in questi giorni si vanno moltiplicando, nonchè firmare l'appello già lanciato tempo fa da Cisl, WWF, Greenpeace, Legambiente, e che diventa in questi giorni più che mai attuale, all'indirizzo http://htm.cisl.it/sito/contenuti/BIRMANIA/Birmania.htm

iniziative a Milano:

- domani 29 ore 16.30 manifestazione Piazza della Scala
- lunedì 1 ottobre ore 18 presidio in Piazza San Babila
- giovedì 4 ottobre presso Cisl Via Tadino 23, incontro con Cecilia Brighi e sindacalista birmano


Rita Pavan

CISL Lombardia
Dipartimento Internazionale
Via Gorizia, 45/47
20099 Sesto San Giovanni (MI)
tel +39 02 249372541
fax +39 02 249372536
 
27.09.2007 - 13:00
  a Massimo  
   
 
Caro Max la tua mail scritta nella lettera può sembrare sbagliata. Ma come ovvio non ti scrivo per questo.
> Come sai io invece ho deciso di tirarmi indietro, in parte per difficoltà dovute al tempo, che io non ho, da dedicare ad un progetto grande ed impegnativo come questo.
Ma la cosa che ha prodotto il mio ripensamento è stata la difficoltà che ho intravisto di trovare spazi veri di politica. Il mio parere è che se la politica con la P maiuscola è di TUTTI e per TUTTI chi la naviga da tempo deve attuare un umile atteggiamento nei confronti di chi oggi entra in gioco.
> Umiltà che manca, e quindi è saltato tutto il meccanismo di condivisione del processo con la società civile. Si sono cercati solo dei nomi da mettere in bella mostra come garanzia di cambiamento. Questo ha fatto crescere in me grandi dubbi ed un profondo rammarico, perchè la scommessa di Veltroni & C. se dovesse fallire fallirebbe anche l'ultimo flebile filo che lega la politica alla società.
> Il mio stile politico e quello del piccolo, del quotidiano, del territorio, e questo è quello che manca alla politica che conta. Ti stimo oltre che, come ovvio, come amico anche come professionista, ma anche in te ho visto spesso una sorta di superiorità, di snobbismo politico, ti invito a stare molto attento perché questi atteggiamenti mi spingono a pensare che sei già oltre il fosso della vecchia politica.
> Ne parleremo con calma.
> Ti faccio molti auguri.
>
> Ciao
 
24.09.2007 - 15:00
  Massimo Campedelli  
   
 
Lettera aperta agli amici
Mantova 24 settembre 2007


Carissimo/a
mi permetto di rubarti un po’ di tempo per condividere alcune riflessioni e, se le troverai in sintonia con quanto pensi e credi, per chiederti una mano.

Come sai, in questi giorni, grazie alla presentazione delle liste, il costituendo Partito Democratico ha fatto un altro passo in avanti. 35.000 persone hanno scelto di candidarsi. Metà di queste sono donne. In proporzioni diverse tra le varie liste, alcuni sono volti nuovi, anche giovani.

Un processo politico assolutamente originale, ma al contempo anche segnato dalle contraddizioni che vuole superare e in ritardo rispetto alla richiesta che da molto tempo milioni di nostri concittadini pongono.

Un processo segnato dalle resistenze, a volte veramente intollerabili, di chi non riesce ad uscire dalla logica della vecchia politica, sia quella disonesta ma anche quella onesta. Non possiamo nasconderci che c’è chi parla del futuro guardando al passato, magari per non perdere privilegi e potere e chi, invece e purtroppo, perché non si è accorto che il mondo nel frattempo è cambiato. Anche per questo il cammino del PD non è immune dall’ “infezione virale” della cosiddetta “antipolitica”.

Per il nostro Paese, per le contraddizioni che esso vive, si tratta comunque di una grande e ineludibile scommessa.

Ripeto, per il nostro Paese, cioè per chi ci vive, per chi lavora, per chi sta crescendo e sta diventando adulto, per chi ha bisogno di assistenza, per chi lotta per dare una vita dignitosa alla propria famiglia, per chi non tollera le disuguaglianze sfacciate e le furbizie grandi e piccole, per chi fa più fatica…..

Ho sostenuto e sostengo, senza qualche dubbio e amarezza, questo cammino, rileggendo i miei vent’anni di impegno sociale e professionale, ma anche immaginandomi cosa dobbiamo, noi adulti, fare oggi per i nostri figli e i nostri nipoti.

Mi sento fortunato nell’aver vissuto questo tempo e in questo modo. Il Coordinamento delle Comunità di Accoglienza, il Gruppo Abele, Libera, il Movimento Laici per l’America Latina, l’Azienda per i Servizi alla Persona e alla Famiglia del Comune di Mantova, le Acli e il loro Patronato, sono momenti, volti, domande di senso e di giustizia, progetti, passioni, che, per me credente, rappresentano un grande dono di cui rendere grazie.

E grazie ad essi ho potuto, “buttandomi nella mischia” come usa dire un caro amico, cercare di dare il mio contributo per la dignità civile e politica del volontariato e dell’associazionismo di promozione sociale; per la responsabilità educativa nei confronti dei giovani; per una diversa politica contro la droga sia nel nord che nel sud del mondo; per uno sviluppo centrato sulla legalità e sulla solidarietà; per la garanzia dei diritti fondamentali a chi anziano/a, diversamente abile, immigrato/a, o bambino/a a rischio, vive nella mia città; per una pubblica amministrazione dove i cittadini siano a casa loro.

Senza pentimenti ne tanto meno risentimenti, sono altrettanto convinto però che tutto questo “battagliare” sia stato insufficiente rispetto a quanto legittimamente ci si potesse attendere.

In questi vent’anni, dal tramonto della Prima Repubblica a oggi, quella che, con le dovute eccezioni - come la scelta di partecipare al processo di costruzione dell’Unione Europea, spesso è mancata è stata la politica con la P maiuscola.

Capace di dare una prospettiva alla società che rappresenta e quindi anche a quei percorsi di cui sono stato partecipe .

Capace di governare i nuovi e inediti processi reali e orientarli nella costruzione di quella prospettiva (da uomo di sinistra dico sia di sinistra che di destra, purché seriamente tali e democraticamente decisi).

Capace di essere apprezzata dai cittadini perché fatta di persone competenti e affidabili che più che i favori o le chiacchiere esprimono fatti concreti e coerenti.

Capace di far crescere il senso di appartenenza nei confronti delle istituzioni, ovvero del riconoscimento in una “dimensione comune di bene comune”.

Un dato per tutti esprime i paradossi di questa politica. Non è stato forse un governo di centro destra, con una legge perversa, ingiusta e stupida, firmata da personaggi come gli onorevoli Bossi e Fini, ad attuare la più grossa regolarizzazione di immigrati (costretti ad essere) clandestini che sia mai stata fatta nel nostro paese? Cioè a permettere a 700.000 mila lavoratori di “esserci”, di avere un contratto di lavoro regolare, un affitto o un mutuo per una casa, di vivere la loro vita familiare, di poter accompagnare a scuola i propri figli senza la paura di essere fermati e spediti (per lo più inutilmente) alla frontiera, di partecipare alla economia del nostro paese e al contempo di dare un futuro diverso ai loro cari?

Una regolarizzazione, si badi bene, non un progetto governato di immigrazione.

Cinquant’anni fa, invece, in piena crisi post bellica, il nostro paese firmò un accordo bilaterale con la Germania (solo per citare un esempio) per garantire a milioni di lavoratori italiani di emigrare da regolari ed uscire così da una condizione di miseria e di fame personale e familiare. Non fu una scelta facile e senza sacrifici. Lo dico da figlio di emigrante. Fu un atto politico, discutile quanto si vuole, ma serio e responsabile, lungimirante per il futuro di tutti noi, non solo degli emigranti. Poco meno di 600.000 nostri concittadini vivono, ancora oggi, in quel paese.

Il primo e principale compito del Partito Democratico è proprio questo: rimettere la politica nella condizione di esercitare il proprio compito nell’interesse del paese. In altri termini, ricostruire quella che in gergo si chiama “l’architettura di un sistema democratico – sottolineo, democratico – per i prossimi decenni”.

La mia opinione è che il successo del PD non si misurerà tanto sul suo consenso elettorale, comunque auspicato, quanto sulla capacità di ridare funzionalità, in termini di credibilità e governabilità efficace, cioè riconoscibile dai cittadini, di partecipazione, di consenso alla democrazia; di fare delle istituzioni pubbliche e civili (quelle espresse autonomamente dalle formazioni sociali di cui parla la Costituzione) dei luoghi in cui le persone si sentano a casa propria, rispettandone regole che valgano per tutti, senza privilegi e distinzioni .

Ora, proprio per questa esigenza di “buona politica” ho ritenuto di candidarmi.

Ho pensato, insieme agli altri “34.999 candidati”, che fosse doveroso, in questo momento e per questi motivi, “rischiare la faccia”. E’ una scelta onerosa, perché il tempo è tiranno e perché ciò sacrifica, ancor più di quanto già non sia, la vita con la mia famiglia.

“Rischiare la faccia” può essere però un gesto narcisista. Sono molto preoccupato di questo, non in termini psicologici ma politici. Negli ultimi due mesi, infatti, secondo i sondaggi più o meno riservati – per quel che valgono i sondaggi - i potenziali votanti il 14 ottobre sono passati da 1.700.000 a 1.000.000. Oltre il 40% in meno in poche settimane! In altri termini, si può anche rischiare la faccia ma se poi nessuno la prende in considerazione a che cosa serve? Questo è il narcisismo politico di cui sono sinceramente preoccupato.

Da qui le mie proposte.

La prima. Mi interessa molto, al di là di quelle che sono le tue intenzioni rispetto al PD, di sapere cosa ne pensi di quanto sta accadendo ma soprattutto di quanto si dovrà fare. La mia mail la conosci (massimo_campedelli@hotmail.com) , il mio cellulare è 3357866883. Non ti garantisco la totale reperibilità ma farò il possibile per risponderti. Certamente ti sono fin da ora grato per quanto mi dirai.

La seconda. Come leggi nell’indirizzario, questa lettera aperta l’ho mandata ad un po’ di amici. Se ritieni che ci siano persone a cui possa interessare mi faresti un grande favore a spedirgliela. Vale per loro quello che ho detto a te.

La terza. Se condividi le considerazioni che ho espresso, ti chiedo di condividere anche quello che ritengo il compito prioritario di ogni candidato, e cioè di portare gli elettori a votare per il PD, prima ancora che per un segretario o per una lista. La dialettica e il pluralismo che si sono sviluppati in questi mesi, con tutti i loro limiti e contraddizioni, sono una risorsa “per il futuro di chi vive nel nostro paese” e proprio per questo debbono essere finalizzati ad attrarre la nostra gente nell’ andare a votare il 14 ottobre. Ti chiedo, in altri termini, di metterci anche tu “la tua faccia” nel convincere gli indecisi a fare questo gesto di resistenza alle derive in atto e di speranza nella capacità che abbiamo di costruire qualcosa di diverso.

La quarta. Sulla scorta della mia cultura cattolico-sociale ho deciso con gli amici con cui lavoro di candidarmi nella lista “A sinistra per Veltroni”. Con gli amici e i compagni di questa lista ho trovato uno spazio di pluralismo e di confronto positivo. La mia, in ogni caso, è stata una scelta per e non certo contro, siano questi Letta o la Bindi, che stimo molto, o i candidati delle liste mantovane ad essi legati. “Per il Partito Democratico” in quanto, come ho cercato di spiegare, strumento per costruire un futuro diverso per chi vive nel nostro Paese, in Lombardia e a Mantova. Se ritieni che possa rappresentare correttamente anche la tua visione, ti chiedo di esprimere il voto per me e la mia lista.

La quinta, infine. Se tutto quello che ti ho scritto dovesse o non interessarti o disturbarti, con grande franchezza, ti sarei grato se me lo dicessi. Non ho dubbi che questo non modifica la stima e l’amicizia che ci lega.

Un caro saluto e grazie per la pazienza
Massimo Campedelli

1 Il collegio è il n 10 e riguarda i residenti nei comuni di Mantova, Bagnolo SV, Bigarello, Borgoforte, Bozzolo, Casteldario, Castellucchio, Commessiaggio, Curtatone, Mazzuolo, Marcarla, Rivarolo Mantovano, Roncoferraro, Sabbioneta, San Giorgio, San Martino A., Villimpenta, Virgilio.
 
 
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