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TemiLa multiculturalitàLa politica
 
   
05.10.2007 - 13:20
  Massimo Tomassini  
   
 
..."abbiamo sempre il dovere di scegliere, di impegnarci: il pericolo è forse quello di cadere nel profetismo, di credere di possedere le soluzioni giuste. la morale epicurea o quella stoica valgno molto di più di qualsiasi profetismo...può anche darsi che l'amore di Dio sia più importante dell'amore di due persone. ma due persone che si amano è una cosa straordinaria. questa singolarità, questa presa di coscienza dell'esistenza, questa costruzione dell'essere -mentre prima non c'era niente- esiste in eterno. qualcosa è accaduto: come si può pretendere che una morale provvisoria ne tenga conto?...siamo nella sostanza di Dio, ma la cosa più meravigliosa è che creiamo Dio ogni giorno. tutto quello che facciamo è una creazione di Dio. creare nuovo essere, qualcosa che, contrariamente a noi, non morirà mai. qualsiasi cosa facciamo entra nell'eternità: la bellezza del pensiero di Spinoza è tutta qui: il divino non è fuori di noi...alla globalizzazione economica occorre rispondere pretendendo la globalizzazione dei diritti di cittadinanza di tutti gli individui del mondo...la forza lavoro non ha più frontiere ed è ora di cominciare a pensare a una cittadinanza mondiale. tutti dovrebbero avere la possibilità di andare dobe desiderano; tutti dovrebbero votare laddove vivono e lavorano. sino a oggi la libera circolazione è stata gestita interamente dal capitale poichè c'era bisogno di mano d'opera a basso prezzo e la mobilità della forza lavoro era necessaria alla produzione del valore. noi esigiamo che questa libera circolazione divenga un diritto inalineabile del cittadino globale...tutti devono avere accesso nella stessa misura alla tutela della salute, al sapere ed al benessere materiale. il mondo non può più essere scisso tra ricchi e poveri, tra individui produttivi e improduttivi; la produzione ha investito la totalità della vita senza che siano più concepibili divisioni di alcun genere...se la produzione è dovenuta interamente biopolitica, si tratta dunque di remunerare la vita".

carissimi,
queste frasi, come ovvio, NON sono farina del mio sacco.
sarei tentato di chiedervi a chi dette frasi possano essere attribuite, ma non ho mai sopportato gli indovinelli, e non è questo il punto.
queste frasi sono di Toni Negri, e cioè di colui le cui posizioni hanno lungamente dominato le lugubri scene dell'Italia degli anni '70, e che è rientrato in Italia solo nel 1997.
quello che mi ha colpito, e che vorrei porre alla vostra attenzione, è la singolarissima consonanza di queste affermazioni con le conclusioni cui, mi sembra, è giunto il Convegno Ecumenico recentemente svoltosi a Sibiu, in Romania (gli atti sono disponibili su internet, ma ora non mi ricordo il sito di riferimento).
su questi temi siamo tutti, nessuno escluso, chiamati a confrontarci, e la consonanza di cui sopra mi è parsa talmente singolare che non ho potuto fare a meno di sottolinearvela.
saluti a tutti.

Massimo Tomassini
 
 
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